Sono stato con la mia famiglia ad un contest di Hip Hop a Roma, in una vecchia fabbrica abbandonata: "Il Lanificio". Faceva un freddo incredibile che le ampie finestre di vetro non riuscivano a tenere fuori.
Ciò nonostante, un numero sempre crescente di ragazzi di ogni età, colore, razza e probabilmente religione, circondava i ragazzi che si affrontavano in una gara di danza. I vincitori quasi si dispiacevano di aver fatto qualcosa di meglio del loro compagno di sfida ed i perdenti erano felici di aver visto il loro amico primeggiare.
Il pubblico tifava per l'uno o per l'altro, basandosi solo su ciò che più loro piaceva.
In quei momenti ho cominciato a riflettere sulle migliaia, centinaia di migliaia di ragazzi che, nello stesso momento, nel nostro Paese, giocavano, facevano sport, leggevano un libro, vedevano un film, facevano volontariato, ascoltavano musica o la suonavano, facevano l'amore, passeggiavano, viaggiavano, riposavano, accarezzavano il volto della vecchia madre.
Nessuno di loro era davanti alla televisione in quel momento a vedere lo schifo, la vergogna, l'ignominia rappresentata da una orrenda trasmissione che mostrava una povera ragazza di nome Ruby Rubacuori; una ragazza che aveva cercato una scorciatoia per la vita, una ragazza che invece di vivere come questi milioni di suoi coetanei, aveva abboccato alle sirene che l'avevano trascinata nel buio più orrendo. In una trasmissione televisiva lunghissima, replicata la domenica pomeriggio affinché il maggior numero di disgraziati la potesse vedere, questa ragazza viene fatta passare per martire da un lecchino, bravo solo a prendere i giro la gente.
Ed allora ho capito che noi e tutti i ragazzi che non erano davanti alla televisione in quel momento e forse mai o poco ci stanno, eravamo salvi; noi avevamo vinto, mentre Berlusconi e tutti quei pochi, pochissimi orrendi individui che lo osannano, ha perso.
Perché Berlusconi non riuscirà mai a fottere quei ragazzi che vivono una vita sana e nemmeno sanno chi sia questo individuo che fra 20, 30, 40 anni sarà morto e defunto, mentre i nostri ragazzi vivranno per sempre in una vecchia fabbrica alla periferia di Roma.